Anoressia - Psicologo Lucca

Anoressia

Al giorno d’oggi esiste un tasso molto alto di persone colpite da problemi legati all’alimentazione. Fra questi, uno dei più conosciuti è l’anoressia.

La fascia di età più incline a questo disturbo, purtroppo, è quella adolescenziale, ma l’anoressia può colpire a qualsiasi età. Durante l’adolescenza, con la crescita che comporta un mutamento del corpo e delle forme fisiche, capita di diventare assillati dalla “perfezione”. La società inculca canoni di bellezza che difficilmente sono raggiungibili dalle persone comuni.

Si comincia con il seguire una dieta che contenga una quantità notevolmente bassa di calorie, accompagnata da una dura ed estenuante attività fisica. Con il progredire del problema, succede di mangiare un boccone di troppo (di troppo secondo il pensiero della persona affetta) e indursi a vomitarlo, o a prendere forti lassativi o diuretici, in modo da evitare di assimilarlo, così da non aumentare per nulla di peso. Si entra quindi nel tunnel dell’anoressia.

È proprio in queste situazioni che la persona ha la mente del tutto offuscata da un unico e dolente pensiero: il peso. Alla base dell’anoressia c’è una scarsità di autostima e l’ossessione nel raggiungere un aspetto in realtà innaturale.

Cause che portano all’anoressia

Le cause dell’anoressia trovano la loro radice nella psicologia della persona colpita. Secondo gli ultimi studi a riguardo, la maggior parte dei pazienti ha tratti di personalità patologici come il perfezionismo e la bassa autostima. Inoltre circa un terzo dei pazienti anoressici sembra avere disturbi di personalità ossessivo-compulsiva e borderline.

Più nel dettaglio, la personalità ossessivo-compulsiva determina una dedizione verso le regole, verso l’ordine, rigidità su questioni etiche e morali, controllo delle relazioni e del lavoro e la difficoltà nel mostrare affetto e percepire emozioni.

Il disturbo di personalità borderline, invece, comporta repentini cambi di umore, impulsività e difficoltà nei rapporti interpersonali.

È pur vero, però, che questi disturbi possono essere una conseguenza del digiuno forzato ma, qualora il paziente avesse già manifestato in precedenza questo genere di tratti ossessivi, rigidi o di vulnerabilità, potrebbero essere proprio queste le cause scatenanti del disturbo alimentare e, quindi, dell’anoressia. È necessario tener ben presente che ogni individuo dispone di una storia diversa: il compito dello psicologo psicoterapeuta è quello di entrare nel profondo della mente del paziente, per capire quali sono i motivi che lo hanno spinto a questo punto.

La psiche, nelle persone più sensibili, può essere compromessa a seguito di diversi avvenimenti, anche vissuti in età infantile, come problemi familiari, violenze o abusi. Tali ricordi (per lo più subconsci) li inducono a cadere vittima di disturbi dell’ansia e depressione, a sviluppare problemi relazionali e comportamentali.

Sintomi dell’anoressia e conseguenze

I sintomi dell’anoressia più comuni sono veramente molti. Il primo, e più importante, è l’ossessione per il cibo, con possibili episodi di vomito indotto o l’uso continuo di lassativi per il controllo del peso.

Di conseguenza, possono apparire disturbi diversi, fra cui:

  • Intolleranza al freddo
  • Stipsi
  • Ipotermia
  • Secchezza della cute
  • Ipotensione
  • Letargia o completa assenza di energia
  • Dolori addominali
  • Erosione dello smalto dentale.

Rimedi per combattere l’anoressia

Affrontare l’anoressia il prima possibile diventa una necessità per non rischiare che la situazione precipiti. Senza un aiuto esterno, infatti, il problema continuerebbe a crescere ancora fino a diventare ingestibile.

Uno psicologo psicoterapeuta saprà intraprendere il percorso giusto di terapia per riuscire ad avere una visione più chiara sulle cause che hanno indotto il disturbo alimentare dell’anoressia. Se pensi di avere bisogno di uno psicologo per disturbi alimentari, o sospetti che un tuo familiare ne stia soffrendo, non esitare a chiedere aiuto.

Per la persona colpita non è facile ammettere di avere un problema. Il sostegno, la comprensione e il supporto della famiglia, in questi casi, sono fondamentali.

Attualmente, le ricerche detengono che il miglior cammino da intraprendere in questi casi, è la terapia comportamentale CBT-E, esclusiva per i disturbo di tipo alimentare. Questa ha il compito di focalizzarsi, infatti, sugli aspetti più profondi di questa problematica, adottando strumenti e strategie che aiutano a prendere più consapevolezza di sé, spostando l’attenzione dall’ossessione per il cibo.