Ossessioni

 

Le ossessioni ostacolano il flusso dei pensieri, come un vetro appannato in un giorno di pioggia impedisce la corretta percezione del mondo che ci circonda.

Le ossessioni vengono definite dalla scienza come pensieri o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti nel corso del disturbo come intrusivi o indesiderati causando nella maggior parte degli individui ansia o disagio marcati. Le ossessioni e le compulsioni, sono fenomeni che da sempre affliggono gli individui. Nell’antichità si riteneva che le persone con pensieri blasfemi di tipo ossessivo fossero possedute da entità maligne e le ossessioni e compulsioni fossero la manifestazione di poteri demoniaci. Questa interpretazione corrispondeva all’idea mistica del mondo e la terapia d’elezione era conseguentemente la pratica esorcista. Oggi siamo molto più avanti nella comprensione di questo fenomeno, eppure ancora molto lontani da un modello unitario di spiegazione di questo complesso disturbo. Molte persone nella propria vita hanno sfumate e transitorie manifestazioni ossessive (controllare di aver chiuso il gas, sentirsi contaminati dopo essere stati un bagno pubblico, ecc.), trattandosi nella maggior parte dei casi di eventi occasionali e di breve durata che non vanno a intaccare la qualità della vita. In alcuni individui però questi normali pensieri intrusivi si trasformano in ossessioni cliniche altamente angoscianti e debilitanti, causando una notevole sofferenza e compromettendo il funzionamento sociale, lavorativo e la qualità globale della vita. In queste persone lo sviluppo di modalità ossessive di pensiero sembrerebbe connesso a un esagerato senso morale, affidando alle rimuginazioni ossessive lo scopo di prevenire il senso di colpa connesso a una violazione di una regola morale autoimposta. Il “rumore mentale di fondo” valutato come privo di senso e innocuo da molte persone, comincia così lentamente a prendere il controllo dei propri pensieri e delle proprie azioni, invadendo spazi sempre maggiori del vissuto cognitivo e diventando il padrone della pianificazione comportamentale, spingendo il soggetto ossessivo in un crescendo di emozioni negative. È in questa situazione di forte angoscia che l’individuo ossessivo si appella come ultima istanza alle compulsioni, a cui affida il compito di neutralizzare la forte componente ansiogena connessa al pensiero indesiderato, imponendosi sforzi maladattivi di prevenire le possibili conseguenze temute.